Circuiti quantistici progettati da Claude: fino a 17x meno porte
I circuiti quantistici progettati da Claude Mythos 5 battono i migliori progetti pubblicati in 7 compiti su 8, con 17x meno porte sulle curve ellittiche.
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Il 16 ottobre 2026 Anthropic ha raccontato come Claude Mythos 5 ha progettato circuiti quantistici per otto compiti di chimica, ottimizzazione, simulazione fisica e teoria dei numeri. Secondo l’articolo su arXiv, in sette di questi i circuiti trovati riducono nettamente sia il numero di porte di Toffoli sia quello dei qubit rispetto alle migliori costruzioni note. Dietro lo studio ci sono Andi Gu del programma STEM Fellows di Anthropic, il fisico quantistico Alek Kemeny e Susanne Yelin e Mikhail Lukin di Harvard (Lukin collabora anche con QuEra Computing).
Perché i circuiti quantistici sono così importanti?
I futuri computer quantistici avranno un hardware molto limitato, quindi è il progetto del circuito a decidere se un algoritmo si può eseguire o no. Anthropic porta un esempio dalla chimica: nel 2017 il calcolo dell’energia dello stato fondamentale del cofattore FeMoco era stimato in circa 50.000 miliardi di porte di Toffoli. Oggi lo stesso modello (54 orbitali) ne richiede circa 340 milioni, cioè all’incirca 150.000 volte meno.
La cosa curiosa è che gran parte di questo calo non viene da un hardware migliore, ma da circuiti più furbi. Ed è proprio questa fase che Claude ha provato ad accelerare.
Come ha progettato i circuiti Claude?
Claude riceveva una descrizione del compito in linguaggio naturale e lavorava in un ciclo chiuso: proponeva un progetto e un valutatore indipendente ne verificava la correttezza e ne calcolava il costo come numero di qubit per numero di porte. Tra un round e l’altro non interveniva nessun essere umano. Gli autori lo chiamano un approccio evolutivo: il modello propone varianti, il valutatore le verifica e assegna un punteggio.
È una misura semplificata (non dice direttamente quanto durerà l’esecuzione del circuito), ma permette di confrontare i progetti in modo automatico.
Cosa è migliorato, esattamente?
Anthropic descrive due risultati nel dettaglio:
- Somma di punti su una curva ellittica. È un test standard per gli algoritmi quantistici del logaritmo discreto, quelli che in futuro potrebbero minacciare la crittografia basata sulle curve ellittiche. Claude ha costruito una versione reversibile dell’algoritmo divsteps per l’inversione modulare e, invece di salvare la storia delle diramazioni, la ricavava dai numeri stessi. Uno dei progetti ha il 12% di qubit in più, ma 17x meno porte rispetto al più piccolo progetto precedente. Il lavoro ha richiesto a Claude 53 ore, e uno dei teoremi l’ha formalizzato in Lean.
- Un decodificatore per DQI (decoded quantum interferometry). DQI è un candidato algoritmo con accelerazione superpolinomiale, e il suo passo più costoso è la decodifica dei codici di Reed-Solomon. Claude ha basato il circuito sull’algoritmo di Berlekamp-Massey e ricalcolava la maggior parte dei valori intermedi invece di memorizzarli. Una riserva per il caso peggiore avrebbe richiesto 665 qubit. Dopo 403 milioni di decodifiche di prova, è emerso che basta un solo valore salvato (19 qubit) e che un errore capita più o meno una volta ogni 10.000 esecuzioni, entro il limite accettabile. Risultato: 12x meno porte rispetto alla precedente costruzione di Google.
Per dare un’idea della scala: Google stima che un problema di optimal polynomial intersection richiederebbe circa tre mesi sul supercomputer Frontier, e più o meno un’ora su un futuro computer quantistico con DQI.
Vuol dire che i computer quantistici sono dietro l’angolo?
No. Sono progetti di circuiti migliori, non hardware nuovo. Anche il calcolo ottimizzato di FeMoco richiederebbe, secondo Anthropic, alcune ore su una futura macchina con circa tre milioni di qubit fisici, e oggi una macchina così non esiste.
Gli autori parlano apertamente anche dei punti deboli: Claude era prudente e spesso ricontrollava più volte quello che aveva già. Ha aiutato chiedergli di esplorare in parallelo diversi approcci qualitativamente differenti e di allargare ogni tanto la ricerca. Il risultato resta comunque notevole: un modello linguistico in un ciclo chiuso migliora i record in un campo su cui gli specialisti lavorano da anni.
È tra l’altro un altro esempio, negli ultimi giorni, di come i modelli della famiglia Mythos arrivino nel lavoro serio di ricerca e sicurezza (ho già scritto di come Claude Mythos abbia costretto Bank of America a correggere le vulnerabilità).
FAQ
Chi ha progettato questi circuiti quantistici?
Claude Mythos 5, che lavorava in un ciclo chiuso con un valutatore automatico. Lo studio è stato guidato da Andi Gu di Anthropic, insieme ad Alek Kemeny e a Susanne Yelin e Mikhail Lukin di Harvard.
Claude ha violato la crittografia a curve ellittiche?
No. Ha migliorato il circuito per la somma di punti sulla curva, che è un mattone dei futuri algoritmi quantistici. Per eseguirli serve un grande computer quantistico che oggi non esiste.
Cos’è una porta di Toffoli?
Una porta logica costosa che agisce su tre qubit. Il numero di porte di Toffoli serve come misura approssimativa del lavoro che un computer quantistico deve svolgere.
Dove si legge l’articolo?
Su arXiv: «Discovering state-of-the-art quantum circuits with large language models», pubblicato il 15 ottobre 2026.